Firenze brucia… nel mio cuore…

 cat.jpg  Non è un mistero per nessuno…

Io amo Firenze.

Se non fosse inconciliabile con le mie attività professionali mi  trasferirei seduta stante in qualche piccolo appartamentino,  foss’anche della sua periferia settentrionale, la meno significativa dal punto di vista culturale e storico.

Nulla a che vedere con il fatto che ho trascorso lì la luna di miele, ed ancor meno con il fatto che piace da matti anche alla mia adorata Signora… è semplicemente che lì io ritrovo me stesso.

Mi basta semplicemente avvicinarmi ai confini meridionali della Città e respirar qualche boccata d’aria che odora perennemente di terra per rilassarmi e trovare voglia ed ispirazione per girare,  scrivere,  dipingere, insomma trovo la forza interiore per vivere in un modo che sento da sempre prossimo al mio vero essere.

Ci torno spesso, non passa semestre senza che questa pulsione ossessiva mi spinga a telefonare al mio contatto immobiliare in zona, la gentile Guidetta che ormai riconosce al volo la mia voce ancor prima che io mi presenti, per chiederle quale dei suoi appartamenti è libero così da poter soddisfare questa necessità interiore.

Lei ormai lo sa, ed ogni volta mi seleziona appartamenti che mi consentono di vivere in modo assolutamente autonomo, senza alcun pensiero oltre che vagare per il mercatino dietro Santo Spirito per procacciarmi di che vivere quotidianamente… 

Vagare, guardare ed osservare, rubare luci e scorci,  fotografare la vita e fissare la dinamica immobilità delle strade di Firenze, saltare in un balzo da Palazzo Pitti a Ponte Vecchio, da Palazzo Vecchio al Duomo, dal mercato del Porcellino agli Uffizi, da Palazzo Strozzi a Santa Croce passando per il Mercato Centrale, così da fare un rapido spuntino prima di riprendere, dalle Cappelle Medicee all’Accademia, da San Marco a Santa Maria Novella… senza risoluzione di continuità, senza tempo, senza affanno. Solo guardare, toccare, respirare, mangiare, fermarsi, fotografare, senza tempo, e poi un salto a Boboli, per camminare, ridere, correre lungo i viali, tornare piccini dentro una immensità che gli occhi non possono catturare, e gioire, senza tempo.

Senza tempo… Questo è l’incredibile potere di Firenze.

Una volta penetrato nei suoi confini,  il tempo si ferma anche per te e come per magia diventi parte delle mura, dei monumenti e delle opere, transustanzi dalla semplice, mortale umanità e diventi un essere al di fuori del tempo, immortale come questa Meraviglia dell’Umanità.

Non sei più padrone di te, è la Città Sapiente che ti prende per mano con dolcezza e ti porta a percorrere angoli, anfratti e vicoli alla ricerca di mirabili tesori artistici, di negozi  caratteristici, di volti e personaggi che sembrano usciti da una miniatura del 500 o da una opera giovanile di Leonardo, di una voglia incontenibile di vivere in eterno, sospesi tra Antico e Futuro, il tutto difeso con forza da un impenetrabile scudo di Storia che impedisce al Ventunesimo Secolo di appropriarsi della Culla in cui il Tempo da tantissimi anni giace addormentato, ebbro di cotanta Meraviglia.

Null’altro aggiungo, se non che aspetto paziente… tra un paio di settimane farò una telefonata alla Guidetta, che mi aprirà di nuovo le porte all’Immortalità.

Questa volta la cercherò percorrendo il Corridoio Vasariano. 

Leave a Reply