I Gatti, Demoni Silenti…
Ho avuto diversi gatti, anche se il termine “avuto” non è corretto visto che sono i gatti a decidere quale “ospite” umano meriti il loro tempo, e la gran cosa che ci insegnano è che non ci si può affezionare a loro.
Il mio buon gattone nero, Merlino, era destinato alla soppressione nelle sue prime settimane, e per quanto era violento ed aggressivo i suoi precedenti possessori lo chiamavano CatZilla.
E’ bastato il solo incontrarci perchè mi azzannasse, poi visto che non voleva saperne di aprir le fauci me lo sono preso in braccio, ha lasciato la presa e da quel momento non ci siamo più separati.
Anche quando mi è toccato ricucirgli la pancia, con le viscere strappate dal rampone di qualche bastardo schifoso, e tenerlo in vita con il calore, le carezze ed il latte caldo con un goccio di aspirina… Non si lasciava avvicinare da nessuno se non da me, quando voleva dormiva al mio fianco, nel letto, e giudicava con severa maestosità gli altri gatti che si son succeduti in questa casa.
Era il Re, e lo sapeva.
Un giorno, dopo tanti tanti anni, si è allontanato di casa ed è tornato dopo una settimana. Era magro. Un fantasma.
Ci siamo salutati, brevemente, sul muretto di cinta. L’ho carezzato, era freddo dentro, ed ho capito.
Stava andando a morire, da solo, come i gatti usano fare quando sentono che il Grande Freddo sta scendendo sul loro manto.
Era solo passato a dirmelo, a salutarmi per l’ultima volta… E’ andato via come un’ombra, e non è più tornato.
I gatti, nella loro altera nobiltà, non usano quegli sguardi pieni di cosmica tristezza di cui solo un cane è capace, non ti dicono ad ogni occasione “io sarò sempre con te”, perchè sanno che il mondo gira in un altro modo e che la morte è sempre soltanto un piccolo passo dietro di loro.
Ti guardano, pieni di una composta saggezza di cui puoi solo vedere un piccolo riflesso dietro le lame delle loro pupille dorate… se sono contenti sorridono, se sono tristi i loro occhi diventano scuri, vuoti e senza emozioni. Sono animali diversi, e come tali vanno compresi.
Spero, quando un giorno il Grande Freddo raggiungerà anche me, di poter avere almeno una frazione di quella Maestosità, di quella composta Grandezza che il mio amato Merlino mi dimostrò in quel suo ultimo giorno.
Mi aiuta la certezza che non sarò solo in questo ultimo passaggio…
Le Grandi Anime non muoiono mai, sia che si tratti di uomini o di animali, ed il Paradiso è soltanto Uno.
Mi attenderà lì, sulla soglia, e ci faremo di nuovo le fusa a vicenda, per l’Eternità.
Sono contento che adesso ci sia un giorno in cui i Gatti Neri siano festeggiati, lo sarei di più se la smettessero di considerarli alla stregua di trofei di caccia, o peggio di Demoni.
Sarei ancor più contento se tutti gli animali avessero finalmente la dignità che gli compete, una dignità che noi uomini abbiamo dimostrato da tempo di non possedere più.