Natale, ogni moto è quella di Vale…
Tanti, tanti anni fa, quando la parola “Natale” evocava in noi gioia, emozioni ed in certi casi anche sensazioni percettive genuine che chiamavamo candidamente “l’Aria di Natale”, quando il solo vedere le file di luci rincorrenti lungo le strade ci faceva sentire più buoni e le strenne non erano un tormentone ma ci ricordavano con dolcezza quale grande Mistero questa meravigliosa ambientazione ricordasse e celebrasse, quando il “fare l’albero” era una festa nella festa e preparare il presepe era un puro evento mistico in cui le statuine erano autentiche reliquie che venivano prelevate con dolcezza e circospezione dall’interno delle scatole che le avevano contenute e protette da noi pargoletti e dal tempo che implacabilmente passava, quando la neve sulla Grotta la si faceva con l’ovatta o con la farina e prima di iniziare a sistemare le statuine di contorno si faceva un attento censimento per vedere se le pecorelle fossero tutte presenti al loro appuntamento, quando occorreva un consiglio familiare in cui tutti ci si trovasse d’accordo sulle posizioni delle lampadine sul piano del Presepe, quando mammà cercava di farci una fotografia con Babbo Natale e noi tiravamo giù i polmoni a forza di piangere, soprattutto quando la minaccia di ricevere cenere e carbone diveniva estremamente solida e concreta nelle nostre giovani menti, quando la nostra nonnina pochi minuti prima della Mezzanotte prendeva il suo Rosario e ci carezzava il capo con quella dolcezza antica, con gesti e parole che rimanevano incisi a fuoco nella nostra memoria, quando fuori iniziava a nevicare e sembrava che il mondo si fermasse per la magia di quell’evento che rendeva ogni cosa candida ed ovattata, quando era così difficile addormentarsi sapendo che di lì a pochi minuti sarebbe passato Babbo Natale, e poco importava quale regalo avremmo trovato il mattino dopo, l’importante era sapere che il Gran Vecchio si era ricordato di noi ed aveva attestato che eravamo davvero buoni come mamma e papà volevano e che ci saremmo abbracciati con gioia ed a lungo, ed ancor meno ci importava il ricordo di quei cattivi compagni che ci dicevano sghignazzando che Babbo Natale non esisteva… ed il mattino di Natale era sempre una festa senza fine, con amici, parenti e conoscenti che sorridevano ed era giusto sperare che quella giornata non finisse mai…
Questo era il Natale, e questi eravamo noi.Noi oggi siamo ancora gli stessi, più o meno… quell’ultimo Natale da innocenti lo abbiamo ancora in fondo al cuore, ed anche se molti di noi hanno dovuto lasciar per sempre le persone care ed hanno preso il loro ruolo di Babbo Natale per poter essere ancora una volta lì con loro, con il cuore che gli trabocca di gioia quando preparano i doni, quando sospiriamo consci di non avere che un breve periodo di tempo in cui poter trasmettere ai nostri pargoli ciò che siamo stati, prima che il mondo cattivo chiuda loro le menti, quando guardiamo al futuro e ci sembra buio e tenebroso, quando sentiamo così freddo in fondo al nostro cuore che nessuna fiamma e nessun cordiale sembrano in grado di sghiacciarci, pensiamo a chi siamo e da dove veniamo, riappropriamoci di quella parte che ancora brilla al calor bianco dentro di noi anche se è coperta da tanti drappi, tanti veli che si depositano sui nostri occhi impedendoci di percepire quanto di bello e magico la vita ci offre, giorno dopo giorno.
Siamo vivi e lottiamo per difendere i nostri sogni, per garantire la felicità ai nostri cari e per far sì che il domani sia sempre migliore di oggi.
Questo sarà un Natale particolare perché oltre ai nostri cari, i parenti, gli amici ed i conoscenti che come ogni anno incontriamo per rinnovare e rafforzare legami ed affetti anche distanti, tutti noi abbiamo qualcosa di molto bello da condividere, che renderà assolutamente speciale questa Festività.
Abbiamo un’altra famiglia, grande e numerosa, composta di uomini e donne con cuori generosi ed animi inquieti, che guardano al mondo dall’alto di una sella, con in mano un manubrio per governarlo con giustizia e saggezza.
Cavalieri, una volta ci chiamavano… Motociclisti, oggi siamo.
Lo stesso dovere, la stessa missione, essere testimoni ed al contempo attori dello spettacolo di un mondo che non aspetta, latori di un messaggio antico e sempre attuale che parla di pace e cooperazione, sempre pronti a difendere chi non può farlo da sé, per essere in ogni momento della nostra vita qualcosa di meglio di uno scontatissimo ed anacronistico ribelle da strada, essere persone in grado di fare in ogni evento la differenza e poter dire a sé stessi, orgogliosamente, “anch’io ho fatto la mia parte per aiutare a migliorare questo mondo”.
Individui, siamo, e per questo motivo a volte ci ritroviamo soli, lungo le strade del mondo.
Individui che vogliono di più da sé stessi, per poter guadagnare il diritto di chiedere di più al mondo, per sé ed anche per gli altri che non hanno voce.
Individui che hanno scelto di vivere condividendo le proprie esperienze, per migliorarsi e nobilitarsi attuando bellissime iniziative di solidarietà, così da veicolare un messaggio che è non solo la quintessenza del Natale che arriva, ma di tutta la nostra vita dentro e fuori la nostra grande Casetta Digitale.
Forse, in questa Casetta non avremo un albero di Natale con candele e dolciumi appesi ai suoi rami, e probabilmente non ci saranno neanche le file di luci rincorrenti ed un festone appeso al portoncino, ma qui dentro siamo davvero in tanti e gli auguri che ci scambiamo sono vigorosi, forse ancor più solidi e calorosi di quelli che ci scambiamo fisicamente perché nascono da un rispetto e da una reciprocità di vedute che possono nascere esclusivamente dalla condivisione di una passione, e dal sostrato di amicizia e di gioia derivante dal condividerla.
“Motociclista è per sempre, perché non smetterò mai di sognare”.
Io ne sono convinto, e spero sia così anche per tutti coloro che nonostante le brutture del mondo restano puri dentro, che gioiscono per una emozione in più rubata alla vita grigia e che amano vivere il momento per conservarlo in fondo al cuore, che soffrono nel vedere chi soffre e si adoperano, come possibile, per aiutare e rendere il mondo un posto più bello e vivibile per tutti.
Vorrei esprimere un caloroso ringraziamento a tutti voi che contribuite, giorno dopo giorno, a rendere la nostra Casetta Digitale un luogo accogliente in cui è piacevole entrare e soggiornare, in cui gli Amici si riconoscono come tali ed il salutarsi è davvero piacevole, e che anche dall’esterno appare come una realtà molto, molto bella.
Conservate nel cuore ogni momento importante, perché la memoria sarà anche fallace ma il cuore non dimentica. Mai.Auguri di Buon Natale, a tutti voi ed ai vostri cari.Che la Strada vi sia sempre propizia.