Ancora sui Nobili Gatti…
Ecco i Nobili Gatti che mi hanno dedicato il loro tempo, nel corso degli anni…
Miciotto, un nome semplice per un gatto semplice e spontaneo, era con ogni probabilità stato abbandonato a sè stesso ed ebbe la fortuna di essere ritrovato dal mio buon cagnone Thor, che ne ebbe pietà e me lo portò grondante d’acqua e con ancora i residui del parto addosso… un meraviglioso, sciocco gattino che fu svezzato e crebbe con l’olio del tonno, a cui dovemmo insegnare a fare i bisognini ed a sopravvivere a sè stesso, e che nonostante le avversità crebbe e prosperò.
Viveva solo per aspettare il mio ritorno a casa e farmi gli agguati da ogni albero del giardino… passava la sera abbracciato al mio collo e non c’era verso di tenerlo lontano dal letto quando era ora di dormire… fu il mio primo contatto con i Felini e, probabilmente, il più doloroso. Con gli anni si era probabilmente disabituato ai rigori della vita su strada e la sua attenzione si era ridotta al di sotto del minimo necessario a garantire una buona percentuale di possibilità di sopravvivere.
Sparì improvvisamente durante una uscita serale, e non fece più ritorno a casa.
Lo ritrovai ormai cadavere lungo la strada, alcuni giorni dopo… il suo corpo era ormai annientato dalle intemperie e dall’orrore che si era abbattuto su di esso ma lo riconobbi dal residuo del motivo cromatico sulla sua pelliccia.
Non potevo lasciarlo lì. Ne ebbi pietà, sollevai quei miseri resti e diedi loro una sepoltura, nel giardino di una casa che da tanti anni non è più mia.
Appresi in questo modo perchè i gatti non devono divenire animali troppo domestici.
Merlino, molto è già stato scritto di lui su questo blog… vorrei solo aggiungere che tra i tanti gatti che si sono succeduti nella mia vita è stato quello che più di altri mi ha mostrato cosa significhi davvero sopravvivere oltre ogni ragionevole possibilità.
La sua triste fine, senza aver la possibilità di dare una qualche forma di sepoltura al corpicino, aggiunge una drammaticità infinita alla sua lunga e sofferta vita.
Probabilmente lui stesso non avrebbe desiderato un altro tipo di morte…
Andarle incontro, piantandole addosso i suoi occhi incandescenti, cercando ancora una volta di spaventarla, solo ancora una volta, mentre le Walkirie scendono su di lui per prender per mano la sua anima ed accompagnarla nel Walhalla… Wilder, wilder ferren, und Ritterschaft…
Morgana, per un oscuro gioco del destino venne al mondo in un autunno in cui c’era ben poco da mangiare lungo le strade.
Era di salute malferma e cagionevole e fu forse per questo motivo che la sua spietata mammina decise di abbandonarla, dopo che era rimasta prigioniera in un anfratto nel muro senza aver la forza per poter seguire i fratellini di cucciolata.
Ascoltavamo il miagolio disperato da un pò, ed impiegammo diverso tempo per stabilire da dove provenisse. La tirammo fuori buttando giù una sezione di muro, e lo spettacolo che apparve ai nostri occhi era semplicemente sorprendente nella sua drammaticità… la micetta era rimasta schiacciata nell’intercapedine tra due sezioni murarie, e solo per forza di disperazione era riuscita a farsi sentire.
Impiegammo diversi giorni per rimetterla in sesto. Le ferite erano guarite ed ormai era nuovamente in grado di camminare autonomamente… quel che continuava a preoccupare era la salute dei polmoni, pesantemente compromessi dal poco cibo e dall’incidente.
Un rantolo terribile che le strappava la vita insieme al respiro… Il biglietto da visita della polmonite, una condanna a morte inappellabile per ogni gatto.
Lei sopravvisse grazie alle cure di una Veterinaria che non volle arrendersi e che ancora oggi, dopo tanti e tanti anni di attività, piange quando è costretta a somministrar la Morte Gentile.
Lei sopravvisse, ed ancora vive quì con me dopo tanti lustri.
Il rantolo ogni tanto c’è ancora, il pelo è ormai opaco ed arruffato, ed a volte ti chiede aiuto per raggiungere la ciotolina con il cibo e l’acqua, ma è quì. Ha conosciuto il maestoso Merlino che l’ha educata alla vita, lo ha visto andar via l’ultima volta per incontrar la Morte, e ne ha preso il posto. Ammicca quando ti incontra per strada, e si avvicina silenziosa quando i pensieri neri ti contaminano la mente. Ha la grazia di una gentile nonnina, eterea e leggera, ed ha ancora la forza improvvisa di sollevarsi da terra con un balzo, per raggiungere un muro erto.
Così, tanto per ricordarti chi è.
Lapo, o meglio Lapuccio, ultimo arrivato in questa strana casa abitata da gente che vorrebbe volere bene ad un animale ma non può, per paura di soffrire troppo.
E’ apparso nel garage un paio di anni fa, ed era piccolo e scarmigliato.
Appariva e spariva così rapidamente dietro le moto che dopo alcuni mesi continuavo a pensare che invece di un gatto si trattasse di qualche strano roditore di zona, poi un giorno si fermò di fronte all’ingresso di casa e ci osservò a lungo con quel suo sguardo interrogativo. Fuggì via nell’attimo stesso in cui mi alzai per andargli incontro… ma almeno il ghiaccio era rotto.
Ci guardava, da lontano… non ci permetteva di avvicinarci e non accettava nulla da noi, fino a che durante la scorsa estate prese l’abitudine di sbirciarmi mentre lavavo le moto, nel garage… una sera si fece coraggio, entrò nel garage e si sdraio dietro la pedana dello scooter di mia moglie, per potermi osservare da vicino ed in sicurezza. Andò via poco dopo, ma quella sera riuscimmo almeno a guardarci negli occhi.
Gli dissi “fai quel che vuoi, sei tra amici”.
Scivolò silenziosamente verso l’uscita e si dileguò… sapevo che era ancora lì, sentivo il suo sguardo su di me e sorridevo sornione.
Il giorno dopo, in un caldo pomeriggio, eravamo a gustarci il sole come due lucertole quando apparve in mezzo al giardino, scivolando lungo il muro esterno. Lentamente si avvicinò, con quel sospetto e timore che solo gli animali che hanno imparato quanto dolore possa infliggere l’uomo possono esprimere.
Accettò un boccone, poi un altro, a condizione che rimanessimo lontani… com’era piccolo. Aveva gli occhi incavati nelle orbite ed una coda tanto sottile che non mi stupii di averlo scambiato per un roditore… poi, improvvisamente, andò via.
Mia moglie mi guardò sorridendo e disse “si chiamerà Lapo”.
Capii che sarebbe rimasto, a lungo.
Lapo oggi vive con noi, entra ed esce di casa quando vuole, e non perde occasione per dimostrare il suo affetto e la sua inesauribile voglia di coccole… Sembra incredibile che un gatto così sospettoso e timoroso qual’era possa essersi trasformato in un compagno domestico perfetto, che si addormenta mordicchiandoti un dito e ti scalda l’animo con le sue fusa.
Certo, dovendo dirla tutta gli manca un pò di charme ed indulge davvero un pò troppo nell’igiene personale, ma nessuno è perfetto…
Spero che viva a lungo e felice…
Avere un animale come compagno domestico è meraviglioso ed al contempo terribile. Queste non sono storie di dolore, ma solo storie di vita… Gli animali ci concedono un grande dono quando mettono le loro vite nelle nostre indegne mani.
Così facendo, ci insegnano che la Morte è parte stessa della Vita, e che vivere non è una maledizione ma un grande gioco.
Alla fine, siamo solo noi quelli che soffrono. quelli che restano.