La Via della Forza

sw10.gif Tanto, tanto tempo fa, in una Galassia Lontana Lontana…

Quanti ricordano queste parole leggendarie che apparivano all’inizio di un lungo striscione di lettere poste su uno sfondo stellato, tanto da sembrare un sadico esame della vista accompagnato da una squillante fanfara che ha segnato la storia emozionale di parecchi di noi?

“Tutti quelli che hanno visto Star Wars”, direte voi… ed invece NO.

In primis perchè queste parole apparvero sugli schermi cinematografici nel lontano 1975, e molti di quelli che oggi affermano di aver visto Star Wars all’epoca non erano neanche nati, ed hanno semplicemente visto la sua moderna reincarnazione di fine millennio… ed in secundis perchè a distanza di così tanti anni si dibatte ancora furiosamente su quanti e quali messaggi siano stati lanciati da questi films, e se tra le due trilogie distanti tra di loro oltre cinque lustri ci siano differenze di tale entità da poter parlare di messaggi similari, comparabili, difformi o addirittura totalmente diversi.

Per dirla in un linguaggio degno dei nostri parlamentari, c’è molta confusione e dibattito tra chi all’epoca ha raggiunto l’autocoscienza attraverso le Vie della Forza “modello 1975″ e chi ha dovuto attendere oltre cinque lustri per ricevere lo stesso messaggio, se di stesso messaggio effettivamente si tratta… per chiarificare questa intrecciata situazione dobbiamo tornare dove tutto quanto ebbe inizio… “Tanto, tanto tempo fa, in una Galassia Lontana Lontana “.

Ci troviamo proiettati in uno scenario alieno ma non troppo, in cui a livello sociale e politico ci sono due grandi cosmogonie: sistemi stellari periferici in cui la qualità di vita complessiva non è molto differente da quella dell’attuale Zimbabwe, e sistemi stellari centrali in cui si amministra la cosa pubblica di miriadi di specie avanzate che popolano vasti ammassi galattici, vere supercittà di dimensioni planetarie in cui si sta combattendo una spietata guerra, prima diplomatico-commerciale e poi esclusivamente militare, tra una morente Repubblica che in fondo nessuno sa esattamente cosa sia, visto che tutti, civili, politici, militari, girano pesantemente armati e non sembra esistere alcuno strumento di controllo sociale e prevenzione del crimine, e un nascente Impero Galattico che tra tanti difetti, per lo meno, non fa mistero del suo intento di imporre un rigido ordine militare alla Galassia ponendola sotto il comando di un unico, supremo ed onnipotente Imperatore, che amministra il suo infinito potere demandando il controllo locale ai governatori di zona, epigoni dei satrapi, che gestiscono il potere sui sistemi periferici usando il più efficace dei deterrenti: il terrore della distruzione totale.

In mezzo a questo estremo dualismo del potere fa capolino un potere ancor più grande che si muove come un fantasma di un lontano passato, le cui uniche estensioni visibili sono i Cavalieri Jedi, Guardiani della Vecchia Repubblica, ed i Lords di Sith, spietati conquistatori la cui unica ambizione è il Potere Assoluto.

Entrambi usano a loro discrezione ed in modo diverso questo antico Potere che conferisce facoltà inimmaginabili a chi ne acquisisce il controllo.
Appare evidente che la chiave di volta è la finalità a cui queste due Scuole di pensiero tendono, nel loro perenne inseguire il controllo del Potere, che entrambe chiamano con timorosa deferenza “La Forza”, il campo di energia generato da tutte le entità viventi.

I Cavalieri Jedi annullano le proprie individualità con tecniche di disciplina mentale tramandate da maestro a discepolo per far sì che la Forza li permei e ne moltiplichi le facoltà trasformandoli in invincibili monaci e guerrieri, saggi e potenti esseri votati all’ordine, alla giustizia ed alla difesa dei valori della Repubblica, mentre i Lords di Sith perseguono il massimo potenziamento della propria volontà con l’utilizzo di tecniche ipnotiche di individualizzazione dell’essere, fino a raggiungere una potenza interiore tale da soggiogare la Forza al loro volere ed usarla per perseguire i loro fini di dominio e di sottomissione. La chiamano il Lato Oscuro della Forza, perchè trae forza dalle paure e dalle necessità basse dell’animo, quali la cupidigia e il senso del possesso.

So che è difficile essere originali trattando dell’eterna lotta tra il bene ed il male, ma sembra proprio di rileggere certe belle pagine di Isaac Asimov, quando nel suo Ciclo della Fondazione il Gran Vecchio della Fantascienza ideava le “Due Fondazioni”, la prima composta da Tecnocrati e la seconda, quasi clandestina ma immanente, composta dai Mentalisti, contrapposte e bilanciate così da garantire pace e stabilità nella Galassia per millenni, fino all’arrivo di colui che avrebbe salomonicamente scelto, tra saggezza e potere, quale sarebbe stato il futuro assetto della Galassia Viva.

Anche in Asimov, queste due fondazioni contrapposte erano controllate a loro volta da una forza più grande, onnipotente, che attendeva che questa giovane razza maturasse al punto da poter accedere al livello di Coscienza Globale della Galassia.
Il Gran Vecchio scelse di rappresentare questa Forza come composta da gente di animo allegro e gentile, che viveva in una civiltà post-tecnologica e che da tale semplicità ed adamantinità di pensiero, essendo unita a tutte le forme di vita della Galassia, otteneva da essa stessa la potenza necessaria a forgiare i loro destini.

Molto simile, vero?

Nel ‘75, quando Star Wars diffuse questo messaggio seppur riletto e reinterpretato per esigenze di politiche di produzione, il mondo si trovava ancora in piena guerra fredda ed era importante mantenere ben dritte le antenne delle nuove generazioni puntandole verso un ideale di onore, purezza e libertà anche a costo di trasmetterere un messaggio pericoloso ed in certi casi fuorviante per le menti più deboli.

Il messaggio, anzi, oserei dire la Lieta Novella, era che la Potentissima Forza poteva raggiungerti in qualunque istante, e dovevi essere pronto ad accettarla.
Era una sorta di religione, anzi, era un autentico credo interiore che poneva chiunque, di qualsivoglia estrazione sociale, nelle condizioni di unirsi alla Forza e divenire un onnipotente Cavaliere Jedi.
Non era una novità assoluta, ed era comunque una logica prosecuzione dell’ondata di ricerca dell’autorealizzazione che toccò il suo massimo livello alla fine degli psichedelici anni ‘60 e si stemperò successivamente nelle mille e mille correnti para-pseudo-religiose che da essa nacquero.

Cosa c’è di tanto pericoloso in tutto ciò?
Avete idea di quante persone si siano tolte la vita quando realizzarono che era impossibile per loro percorrere la Via della Forza?
Una statistica globale pone questo numero tra 174000 e 210000 persone, il 68% delle quali negli States, ed il restante 32% distribuito tra Regno Unito, Germania, Francia, Danimarca, Canada e Spagna in ordine percentuale.
No, prima che lo chiediate… Nessun italiano.

All’epoca non c’era tempo per fare ’ste rilevazioni, c’erano ancora gli anni di piombo e l’attenzione pubblica a malapena considerò come degna di nota l’uscita di ’sto filmetto nelle sale cinematografiche.
Trenta e passa anni dopo, la sala cinematografica in cui vidi Star Wars per la prima volta è divenuta un supermercato di quartiere, il mondo è popolato da quasi un miliardo di esseri umani in più alla faccia delle politiche di contenimento demografico, la fame nel mondo ormai sta sfiorando casa nostra, ci sono in media tre cellulari per ogni persona, Internet connette tutti noi con la mente collettiva (Forza, tiè!) e devo anche sorbirmi i commenti di orde di ragazzotti entusiasti e decerebrati che hanno visto le avventure di Qui-gon-Jinn, Anakin e compagnia bella e diligentemente collezionano tutti i gadgets che le majors cinematografiche hanno lanciato sul mercato per alimentare i loro moloch finanziari…

Ci si chiedeva all’inizio se esistesse qualche differenza di messaggio, a trenta anni di distanza?

Beh, i fatti parlano… all’epoca George Lucas ipotecò anche la casa per poter completare le riprese del film, e conti alla mano il vero, remunerativo successo iniziò solo con il secondo episodio, “l’Impero Colpisce Ancora”, che richiamò miriadi di appassionati del genere a rivalutare il primo episodio, mentre per il nuovo corso le majors hanno attuato prima di tutto un battage fantastiliardario con contemporaneo lancio di decine di linee di gadgets e collector sets che hanno coperto tutte le spese di produzione molto prima del lancio del film stesso, consolidando l’immagine di un prodotto più adatto ai tempi (ed alle finanze) del nuovo millennio.

I messaggi, di conseguenza, non possono che essere differenti… trenta anni fa si badava a valorizzare la morale e l’eguaglianza, oggi invece viene valorizzata l’apparenza e la sua conseguenza diretta, la disparità sociale.
Senza scivolare in un lungo concione su “come erano belli i miei tempi”, per nostra comodità possiamo ricondurre tutte le linee di pensiero in una grande, terribile differenza:

I tre film più recenti cancellano TOTALMENTE e senza alcun ritegno il concetto egalitario-meritocratico per cui chiunque si fosse reso degno di tale dono poteva divenire parte della Forza, e trarne potenza e linfa vitale.

Già nel primo episodio del Nuovo Corso, non appena atterrati sul polveroso pianeta Tatooine, questi zelanti Cavalieri Jedi si sbracciavano nel pontificare su quel ragazzino così talentuoso nel guidare aerorazzi da competizione, analizzarne il sangue e… oh, sorpresa, sorpresa… sbattere con disinvoltura e scarsa eleganza nel cestino dei rifiuti il precedente, luminoso messaggio dandosi un gran daffare nello spiegare ai poveri spettatori che “NOOOO, guardate che avete capito proprio male… e cosa credevate, che la Forza la distribuisse Che Guevara?…
Occorre essere degli Eletti, delle Persone nate con un dono, geneticamente speciali, ultraselezionate, per poter avere accesso alla Forza”…

Bentornato alla Nobiltà Ereditaria… e grazie tante da parte di quelle centinaia di migliaia di persone che si sono sparate una palla nella tempia per un eccesso di buona fede e di coinvolgimento… sono un pò come i martiri di una guerra religiosa, in fondo, mandati a morire per un ideale che gli stessi artefici della guerra non riconoscono…
Se fosse dipeso da me avrei invitato con forza i parenti di quei poveri sventurati a trovarsi seduta stante una nutrita squadra di avvocati feroci e golosi di carne umana, ed avrei indetto una class action fantastiliardaria per accusare di genocidio i produttori di ‘sti film! :(

Però, riflettendoci a freddo potevamo anche aspettarselo un simile voltafaccia… in fondo non era poi così difficile, se si considera che era già stato spiegato poco tempo prima!

Si rende necessario un altro piccolo salto indietro nel tempo… solo pochi anni prima di Star Wars usciva la pellicola di riferimento su cui sarebbero stati soppesati tutti i successivi films di fantascienza… correva l’anno 1968, ed il film era il kubrickiano “2001″ .

La terribile poesia in esso contenuta, che riduceva spietatamente l’uomo e tutti i suoi sogni a mero materiale genetico nelle mani di una Sentinella Superiore (Il Monolito) che amministrava l’evoluzione delle specie a lei soggetta secondo rigidi criteri di selezione, cancellava due decenni di stereotipi cinematografici di alieni cattivi e verdastri, ma prevedibili e coraggiosamente affrontabili, a favore di un messaggio di impotenza ASSOLUTA del singolo rispetto alla logica dell’evoluzione, per l’occasione rappresentata da una logica non umana al cui cospetto l’intero genere umano deve genuflettersi ed ottemperare.
Consiglio a tutti di leggere il romanzo “The Sentinel” di Arthur C.Clarke da cui è stato tratto lo screenplay di 2001… è molto esplicativo.

Solo pochi anni dopo questo grido di dolore cosmico falsamente travestito da speranza, arrivava sugli schermi Star Wars a ribaltare questo spietato e settario concetto ponendo al centro dell’arena un singolo, una nullità evolutiva, un ragazzotto foruncoloso proveniente da un pianeta agricolo, con una cultura pressochè nulla, vero materiale brado su cui una nuova energia dominante (La Forza) opera i suoi propositi di evoluzione dell’essere umano verso qualcosa di più nobile, lasciandolo però unico arbitro della sua scelta finale di essere o meno parte della Forza stessa.

Nulla di molto diverso da 2001, in fondo… a parte l’essere soggetto e non oggetto, e non è cosa da poco.

Avvenne così che questo messaggio fu recepito in toto da tante menti desiderose di una eguaglianza sociale allora sconosciuta e la Forza divenne il modello di riferimento di molte scuole di pensiero, ansiose di tradurre in termini di bassa religione un messaggio che in realtà era la sua antitesi, una pura filosofia dell’Essere secondo i dettami del Bodhisattva…

Fortunatamente, e con mia buona pace mentale, le varie inchieste condotte dalla fine degli anni ‘70 in quelle zone dove questa perversa new age iniziava a permeare hanno parzialmente bonificato il globo da migliaia di sette e settarelle ansiose di spiegare a gente con il portafogli gonfio le Vie della Forza.

Personalmente, pur condividendo il messaggio originale in toto, sono del tutto contrario al mezzo usato per veicolarlo… Studiare una filosofia di vita, di qualsiasi tipologia essa sia, non può essere demandato ad un mezzo di intrattenimento collettivo, ma deve essere una scelta costruita con convinzione e determinazione, quasi una imprescindibile necessità interiore in cui l’errore diventi uno stimolo a correggersi e migliorarsi, e non semplicemente un fallimento punibile con la morte o con l’annichilazione.

Se si vuole trovare un vero messaggio di forza, coraggio e speranza oltre i limiti del proprio essere piccoli uomini e donne, basta leggere con attenzione la “Morte D’Arthur”, il Ciclo Arturiano di Malory… lì dentro c’è tutto ciò che serve per accendere il Generatore delle Giuste Domande che riposa nel nostro cervello, nascosto, attendendo pazientemente che qualcuno lo attivi…

Occorre un Maestro perchè si crei un Discepolo… se il Maestro non c’è o non esiste, come può esservi un Discepolo?…

In questo campo il rischio di essere “allievi senza maestri”, s’è purtroppo visto, è troppo grande, anche in caso di “piccoli errori di interpretazione”.

Che la Forza sia con voi…  seee, certo… la forza di mollare tutte ’ste porcherie che ci propinano…:D

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