Cambiamenti epocali…
Un sabato mattina di qualche settimana fa ho accompagnato un amico dal concessionario Triumph, e mentre lui si sparava preventivi su preventivi, giacchè mi trovavo lì ho dato un’occhiata intorno… c’era la solita Speed Triple versione 2008 con freni Brembo, arancio acceso e kit carbonio, e c’è anche la versione 2007 con freni Nissin, bianco perla, scarichi in titanio della casa… stesso prezzo, stessa quantità di saliva emessa.
Due ragazzi, appena fuori della vetrina, si ingarellano con un paio di Daytona 675 sul rettilineo di un grande parcheggio prospiciente il locale.
Belle moto…
Una volta asciugato l’angolo della bocca, inizio a gironzolare con aria annoiata nel locale… serie classica, le Bonnie in tutte le loro salse, forse un po’ troppo classiche per i miei gusti… finiture niente male, ed anche i prezzi sono interessanti ma non c’è molto pathos in una dichiarata “replica” in stile anni ’60 con freni a disco ed iniezione elettronica… è molto più interessante e stilisticamente compatibile qualche bella “street rod”, ad esempio ‘sta Speedmaster 900… pochi cavalli, giusto qualcuno oltre la sessantina, look scuro, “tosto” ma senza cadere in certi eccessi che purtroppo caratterizzano gran parte della produzione USA, più avvezza a sensazionalismi gratuiti spesso non corroborati da una adeguata cura nelle saldature e nella cura dei metalli (vedansi certi forcelloni delle Sportster, esteticamente più adatti ad una bicicletta che ad una moto…).
Non ci sono sicuramente problemi morali nel guidare una moto come questa. Look retrò ma senza cedere al classico, sovradimensionata in tutto anche a costo di pagare qualche chiletto in più alla bilancia, ti basta un solo sguardo per capire che è fatta per non rubare al pilota neanche un secondo di godimento del viaggio.
Ben gommata per essere una cruiser di media taglia, è morbida ed al contempo aggressiva quanto basta per darle carattere… potrebbe essere davvero la classica “moto per la vita”, naturalmente per chi ha già provato di tutto, motociclisticamente parlando, ed apprezza questo genere di motociclo.
Lo sterzo è incredibilmente pesante, addirittura più del mio vecchio FJ, ma è una garanzia di stabilità assoluta e di una grande capacità direzionale durante le “planate” tra le curve e dentro i tornanti… nulla come un avantreno ultrapesante sa dare soddisfazione quando si dà gas in curva con un bel “due canne” coppioso che spinge forte…
Certo, la pedana avanzata potrebbe dare adito a qualche dubbio durante la conduzione nel misto stretto, ma è solo la prima sensazione visto che solo dopo pochi minuti già si deve iniziare a prestare attenzione a non grattare le pedane sull’asfalto.
Con ogni probabilità questa moto sarebbe perfetta anche spostando in posizione più “canonica” le pedane… certo, a quel punto però significherebbe violentare la natura fondamentalmente paciosa di una ciclistica che, per quanto irrigidita rispetto alla versione 2007, resta sempre e comunque votata all’utilizzo turistico.
Meccanica rigorosamente e totalmente a vista, il motore di derivazione Bonnie “Thruxton” ha un look sfacciatamente old style, alla “BSA”, ma è in realtà un moderno “900” con quattro valvole per cilindro alimentato ad iniezione elettronica sequenziale e dotato di contralberi di equilibratura sul manovellismo a 270°, a garanzia di una souplesse di marcia impagabile anche ai regimi più bassi (praticamente il minimo, o giù di lì…).
Marce relativamente corte, ai 6700 giri della zona rossa corrispondono sì e no 180 km/h, ma il piatto forte di questo motore è la sua fascia medio-bassa dove viene valorizzata la sua erogazione di oltre 7.5 kgm di coppia a 3300 rpm.
Inutile dirlo, è la migliore garanzia di una guida morbida, rilassante e di tutta soddisfazione.
Parlando del suo settore commerciale, lo Speedmaster si inquadra senza problemi nel novero dei “cruisers” di media taglia, senza pretese sportiveggianti ma con il chiaro intento di dare una guida dinamica e “di forza” senza sconfinare nell’ingestibile mondo delle cruisers di grande taglia.
Cosa aggiungere? Nulla, mi è piaciuta così tanto nella sua semplicità che l’ho opzionata la scorsa settimana per sostituire il Suzuki GSR600 con cui ho gironzolato durante gli ultimi due anni… e sono adesso in paziente attesa.
Le consegne sono fatte dallo stabilimento di Hinckley, in Inghilterra, ed il dover attendere qualche settimane è quanto meno insito nella filosofia di un simile acquisto, da effettuare con calma ed attenzione.
La cosa davvero mistica è che i gentlemen della Triumph organizzano periodicamente un giro in Inghilterra per visitare la Casa Madre ad Hinckley, e sarebbe l’occasione giusta per fare anche un giretto culturale al mitico “Ace Cafe” di Londra…
Questo viaggio chiuderebbe il mistico cerchio di eventi che è iniziato lo scorso settembre nei pressi di Ponte Vecchio, a Firenze, portandomi finalmente a dare un senso alla mia vita su due ruote giungendo a calcare il piazzale dell’Eterno Bar, per vedere se davvero incontrerò nuovamente quei due vecchi fantasmi spariti oltre il Lungarno… (vedi “Un giorno visiterò l’Ace Cafè…“).
Se lassù incontrerò nuovamente quella voce tonante e quelle buone anime che mi hanno guidato finora, allora potrò dire che molte delle mie aspettative di vita si saranno realizzate, ed allora io ringrazierò il Dio dei Motociclisti, forse Steve McQueen, poco importa, che ci guarda dall’alto con curiosità ed attenzione, e quando ci fermiamo dopo aver fatto una piega che ancora un po’ lisciavamo le carene, ci appare su una nuvola in sella ad una potente bicilindrica e ci dice, sorridendo… “ Bella piega, Figliolo ”… e riparte sgommando, anzi snuvolando, salutandoci con il pollice in alto.
Sì, lo ringrazierò per avermi lasciato vivere fino in fondo uno dei Suoi Sogni.
Lunga strada.