…Ed ora una botta di vita! ;)

mangatar_002aecco, per l’appunto.

Scusate, ma non mi ci ritrovo granchè… non voglio fare il “retrò” ad ogni costo,  ma mi spiegate che cappero dovrei rappresentare in versione “manghizzata” gentilmente inviatami da alcuni simpatici avventori “faccialibrari”?

Non voglio discutere sul fatto che questa release del mio look  (come dovrebbe chiamarsi,  a proposito… Saponetto 2.0?… )  possa essere anche più appetibile dell’originale, tant’è che mi risulta così divertente che la uso come avatar, ma cavolo… si vede lontano un miglio che a mia differenza non ha la fronte segnata dal casco, la dentatura non è così bianca e poi mancano tutte le mie amate rughette d’espressione!  :D

Scherzi a parte, era un pretesto per entrere in un discorso tutto sommato molesto… parecchi miei web-contatti sulle varie piattaforme ( Skype, MSN,  SoapBox, AIM, etc.) sono passati a comunicare su Facebook lasciandomi, triste e solingo, a far la guardia al Deserto dei Tartari di Buzzatiana memoria.

La cosa di per sè non è molto importante visto che ognuno di noi è libero di sperimentare quel che vuole e con chi vuole, ma che poi mi si seppellisca sotto montagne di “richieste di amicizia” da parte di chi mi conosce fin troppo bene e, peggio, da parte di chi non ha la più pallida idea del malato mentale grave con cui agogna entrare in contatto… beh, il passo è a dir poco eccessivo!

A causa della solita forma di misantropia digitale ho difatti qualche difficoltà nel prendere contatto con persone che non conosco e di cui non so nemmeno quale sia il reale nome, pertanto prediligo ampie conversazioni in forums tematici, chat singole o anche conference rooms, comunque occupate da anime in grado di comprendere e seguire i mie improvvisi voli pindarici e gli sconquassi emotivi tipici di un’età che ti stritola, teso tra i residui fuochi adolescenziali ed una maturità (vecchiaia?) che si palesa all’orizzonte…

Last but not least, non disdegno certo le lente ma piacevoli corrispondenze via e-mail che spesso riescono a trasmettere più comunicazione di una webcam ad alta risoluzione, ed il sapere che a leggere dall’altro lato del modem c’è una persona che apprezza questo lento fluire di parole, concetti ed emozioni è un potente carburante per il motore che alberga nel mio petto.

Ma… ma…. esatto, non si può.  Almeno nel mio caso, non posso comprendere come una persona la cui vita sociale è a dir poco intercontinentale per esigenze di lavoro possa trovare qualche soddisfazione nel fatto di affidare la propria socializzazione ad uno strumento come un PC, e difatti seppur scavandomi dentro  non la trovo…

Io comunico, scambio dati, opinioni, informazioni e concetti, contribuisco a creare informazioni ed opinioni all’interno o all’esterno del mondo digitale ma, essendo individuo sia dentro che fuori la Rete, sono intrinsecamente refrattario verso l’intero universo dei Social Network.

Occorrerebbe una bella frase aulica… chessò, del genere  “Io comunico, non ho bisogno di contattare”… Troppo stentorea, eh? D’accordo, ve lo concedo.

Comprendo perfettamente che esista la necessità di creare una “forma aliena ed alienata” di comunicazione,  senza vincoli morali ed avulsa dagli obblighi di mutua conoscenza, e questo è forse il primo motore che propelle il Social Network in genere ma, come sono solito affermare, non può esistere alcuna forma di socializzazione se prima di proporsi come elementi sociali non si è prima divenuti individui degni di tal nome.

Inutile e fallace è ogni tentativo di sostituire questo imprescindibile elemento chiamato individualità, così come erronea è la suggestione del poter rimpiazzare un ego mancante con un surrogato di ego collettivo… Una bestemmia sotto ogni aspetto, filosofico, morale e genuinamente umano.

Da ciò nasce la mia refrattarietà al social network… non voglio passare per altero, nè tanto meno mi arrogo la libertà di sentirmi superiore a queste giustissime necessità, anzi, le comprendo così tanto da sottoporre questi miei stessi pensieri alla vostra attenzione confidando che possano divenire prodromi di comunicazione, ma sia ben chiaro che lungi sia da me ch’io possa provar necessità o bisogno di essere “cablato ” o “collegato” con qualcuno la cui essenza è semplicemente digitale.

Quì o mediante un foglio di carta, la comunicazione è la medesima, ma per comunicare occorre avere desiderio di farlo e perchè ciò avvenga, al solito, occorre essere individui.

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