#1 – il CiBì 400…

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… C’è un motivo se lo bollo come “ottimo esordio”.

Come avrete probabilmente letto nella dispensa “La mia Prima Volta”,  nella categoria  “Storie dell’Asfalto”,  il compito da farmi da “nave scuola” è stato appannaggio di un tranquillissimo CB400N Honda, che acquistai dal padre di una amica molto tempo fa.  E’ quindi doveroso premettere che all’epoca di motociclette non ne capivo assolutamente nulla, ed i miei ricordi saranno più interpretabili come idealizzazioni di sensazioni che come analisi obiettive della effettiva qualità di guida.

Prima immatricolazione, 1978…  inutile dire che parliamo di preistoria motociclistica e che descrivere una forcella con steli da 27 mm di diametro farà probabilmente sorridere anche i possessori di scooterini, ma nonostante l’obsolescenza progettuale ed una ciclistica semplicemente risibile rispetto a quanto la moderna tecnica sa regalarci, era una moto semplicemente fantastica.

Il motore era un vero portento, carburatori Mikuni BST28 che alimentavano 2 cilindri con tre valvole per cilindro, 398 cc, per una potenza sviluppata di 43 CV a 9200 giri/minuto… Lo so, è un valore risibile anch’esso, ma era sufficiente a propellere questa moto ad oltre 180 km/h con un rombo di aspirazione e scarico tali da far accapponare la pelle.

La foto vi mostra il mio esemplare, ritratto con kit viaggio durante un giretto in Etruria del lontano 1986... il telaietto portapacchi serviva originariamente a ben altro, essendo composto di tubi in acciaio derivati da un supporto per fissare i radiatori a parete, ma serviva egregiamente allo scopo…  noterete inoltre una cosetta che non si usa più da tanto, tanto tempo… il portabollo/assicurazione attaccato al supporto della freccia posteriore dx.

Quella sì che era preistoria, un residuo fossile di un periodo in cui esporre bollo ed assicurazione ti identificava automaticamente come un bravo ragazzo… il che la dice lunga su come fosse semplice la vita in quei mitici, innocenti anni ‘80.

In quei periodi il limite di velocità era l’ultima delle preoccupazioni, e nemmeno si sapeva cosa fosse un autovelox… le rare situazioni di traffico non erano in ogni caso un problema per il CB che, nonostante pesasse decisamente molto oltre i 200 kg, era abbastanza maneggevole ed il suo bicilindrico non si tirava mai indietro, nemmeno avvicinandosi alla zona rossa.

Mi vergogno a dirlo, ma a causa della mia totale inesperienza tribolai in sella per quasi un anno vivendo nel terrore più totale verso la leva del freno anteriore… il semplice fatto di sentire il trasferimento di carico sulla ruota anteriore che faceva schiacciare la forcella era sufficiente a mandarmi in assoluto deliquio, e solo dopo essere incorso in un paio di situazioni davvero drammatiche compresi che il pedale ed il suo misero tamburo da 125mm servivano a malapena a rallentare il CB… Appresi da un amico come si faceva a frenare, e per la prima volta mi resi conto che le gomme montate erano in realtà blocchi di marmo incapaci di gestire una frenata senza stallare, a causa della totale assenza di grip.

Fu così che feci cambiare le gomme con un paio di Pirelli Phantom, e per la prima volta capii cosa significava “staccare”… una sensazione davvero incredibile, anche se accompagnata da inauditi serpeggiamenti dovuti agli ammortizzatori scarichi. Potei iniziare a sfruttare le potenzialità del mezzo ed esplorare sempre più frequentemente la parte alta del quadrante del contagiri… che sensazione, sentire il motore andare in coppia appena valicati i 7000 giri/min’ e la moto che spingeva con forza, accompagnata da un terribile muggito di aspirazione proveniente dal sottosella!

Le vibrazioni erano terribili nonostante il contralbero di equilibratura, ed una volta ebbi la sgradevole sorpresa di trovare una crepa nel carter da cui fuoriusciva un rivolo d’olio… grazie ad un amico estremamente versato in metallurgia il carter venne sigillato ed un virtuoso della carburazione rifece completamente il setup dei due carburatori, e quando me la riconsegnò con mia somma sorpresa scoprii che buona parte delle vibrazioni era sparita.

Non la tenni molto a lungo… vendetti il CB all’allora ragazzo di mia sorella e quasi contemporaneamente acquistai l’XJ750 Seca.  Quel che ricordo sempre con piacere è che pagai la CB esattamente la stessa cifra a cui la rivendetti, mentre quel che rimpiango di quella moto è l’emozione primitiva e feroce, la paura genuina che quasi ti impedisce di rimanere in sella, lo scoprire un mondo che per te è de tutto nuovo.

Lo ammetto, mi sentii quasi un traditore quando il giovinotto mi diede un milione e mezzo  di lirette… superai bene lo choc solo perchè nonostante non ne fossi più proprietario, la moto rimase nel mio garage in “pensione” per un lungo periodo, visto che il boyfriend di mia sorella non aveva garage nè aveva alcuna intenzione di lasciarla fuori per strada.

Quando mia sorella alla fine lo scaricò, anche il Cibì 400 lasciò il mio garage… in quell’occasione mi sentii un pò meno traditore, ma non so dirvi se fu a causa della circostanza o se fu perchè avevo già la mente del tutto focalizzata sull’XJ750.

In ogni caso, come vi ho già detto, fu decisamente un “ottimo esordio”!  ;)

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