#5 – Il Piccolo Diavolo!…

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… ok, ve lo concedo… era piccino!

In ogni caso, nonostante la cilindrata ridottissima rispetto i miei precedenti standard, era un cavallino piuttosto divertente.

Lo acquistai non appena uscì sul mercato, dopo aver realizzato che non sarei più riuscito a pilotare l’ FJ1200, e doveva originariamente servire come mezzo leggero e poco impegnativo, per “non lasciarmi andare” motociclisticamente parlando, ma nonostante il relativamente breve periodo di tempo in cui ho avuto il GSR600 in garage posso dire che la sua “pagnotta” l’ha sempre guadagnata onestamente.

Stabile e veloce, molto ben frenato, potente fino all’eccesso ma egualmente amichevole, maneggevole e non impegnativo…  so di aver tracciato il ritratto della moto desiderabile e perfetta, ma questa perfezione si è rivelata essere l’antitesi del mio ideale costruito in anni di utilizzo di moto grandi e possenti, magari non semplicissime da guidare ma piene di sensazioni di guida.

In pratica, l’unico vero “difetto” del GSR era il fatto di non essere il mio vecchio FJ… ecco perchè, con ogni probabilità, non sono stato in grado di apprezzarlo come certo avrebbe meritato. Sarà stata l’abitudine pluriennale ad un certo tipo di sensazione di guida alla “dragster” che non richiedeva regimi stratosferici per avere coppia a iosa da mandare sulla ruota posteriore, sarà stata anche una impostazione di guida fortemente orientata ad una utenza più sbarazzina e meno prona alla guida “di coppia”, ma non sono mai riuscito ad abituarmi del tutto al GSR.

Lo dico con un sincero filo di rammarico perchè non potrei che consigliarlo come moto per l’uso all-around viste le notevoli doti stradali e la grande sincerità di guida che, se coadiuvate da alcuni accessori ben mirati, quali un buon cupolo ed un puntalino Puig ed una borsa da serbatoio con annesso paraserbatoio “a pelle” Barracuda rendevano il suo range di utilizzo decisamente ampio ed eclettico (vedi foto…)

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Il suo ipertrofico powerplant derivato dal GSX-R 600 forniva tutta la potenza necessaria a divertirsi ben figurando, qualora richiesto, anche in pista…  il tutto coadiuvato da una notevole ciclistica che, onore al merito, nella sua classe è tuttora impareggiabile anche in versione “stock”.

Stranamente, dopo averla ceduta al concessionario Triumph per sostituirla con la mia attuale cavalcatura, questa brillante e stilosa moto sembra essere caduta in una sorta di disgrazia mediatica da cui, a mio modesto parere, uscirà solo con la definitiva estromissione dai listini.

Avendola posseduta e, nell’ambito dei miei invalicabili limiti personali, apprezzata, posso affermare che sarebbe un gran brutto epilogo per la carriera di una moto che, nel suo particolare settore, ha avuto davvero molto da dire e che, nel suo breve anno di gloria commerciale, ha cambiato la faccia del mercato delle naked di media cilindrata.

Già, gran brutta bestia, il mercato…  ;)

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