Il Ladro di Moto, questo sconosciuto… :/
Magari fossero loro, il problema!
Alcune sere fa, annoiato e snervato da una giornata di ininterrotta pioggia, “zappavo” distrattamente da un canale all’altro della TV digitale in cerca di qualche paesaggio asciutto così da poter almeno essiccare l’animo, se non il corpo. All’improvviso, senza nemmeno discernere ciò che passava in quell’istante sul 46″ appeso al muro, uno spot pubblicitario di una nota compagnia assicuratrice attraeva la mia attenzione, soprattutto nella sua sezione “esempi traumatici” in cui, nel giro di tre o quattro secondi appare un tizio alquanto disattento che, appena sceso di sella, non si avvede del ladro che con un rapido zompo gli gratta la Triumph Bonneville letteralmente sotto il naso, e fugge eseguendo una gloriosa “penna” lasciandosi alle spalle un traumatizzato “ex-proprietario”. Ok, direte… “lo abbiamo visto anche noi, compreso quel mamozzo arancio che un attimo dopo lascia nelle mani dello sventurato e disattento motociclista un sacchetto di pecunia quale indennizzo per il furto appena subìto… embè?”
Embè?
Iniziamo col dire che se fossimo nel mondo reale, al di fuori di un mellifluo e suadente spot pubblicitario, non credo proprio che senza poter presentare le chiavi della moto maltolta alla compagnia assicuratrice il mamozzo arancio avrebbe effettuato con gioia il gran balzo con annesso sacchetto pecuniario in mano, ma non è questo di cui vorrei parlare… sono più interessato alle tipologie dei ladri di moto, come dire: “Conosci il tuo nemico”! Premettendo che nessuno di noi si augura di dover ricorrere al mamozzo arancio o altri similari enti liquidatori, punterei il mio faro anteriore su alcune tipiche categorie di “operatori del crimine”, spesso colpevoli più di sottrarci l’oggetto del nostro desiderio che del fatto di privarci di un bene commerciale e, come tale, assolutamente alienabile.
1- L’Occasionale – Non siate paranoici, non vi stava puntando da settimane in paziente attesa di un vostro errore fatale… siete stati semplicemente disattenti, lui passavi di lì e s’è trovato davanti la vostra supersportiva con le chiavi nel quadro ed addirittura il casco sulla sella. Fortunatamente il portafogli e l’ iPhone vi servivano per far i vostri affarucci nel bistrot sull’altro lato della strada, altrimenti il ladro avrebbe avuto anche di che festeggiare, magari in altro localino alla moda poco lontano, chiamando a raduno i suoi amici con il vostro cellulare…
2- Il Perfezionista – Lui sì che è un ladro serio… se deve rubare una moto, lungi da lui poter essere scambiato per un ladro occasionale! (vedi cat.1) Scende sulla vostra innocente motocicletta dopo averci volteggiato intorno come un condor per almeno una mezz’ora, si guarda attorno con il Nokia serie N in mano fingendo di videochiacchierare con un amico particolarmente ciarliero, mentre nel frattempo il suo occhietto da rapace scansiona la superficie del blocchetto di accensione al fine di determinarne tipologia, anno, numero di serie, codici di sblocco e tipo di passe-partout necessario per violare il bloccasterzo, da voi diligentemente armato prima di allontanarvi. Il suo indice di fallibilità è molto basso, ed i pochi colpi andati male nella sua luminosamente torbida carriera sono quelli in cui, dopo aver forzato abilmente tutti i sistemi di difesa della moto quasi meglio di Tom Cruise in Missione Impossibile, dimentica il microscopico bloccadisco infilato nel disco posteriore. Non cade mai, per salvaguardia dell’orgoglio professionale, ma spesso frantuma gli incisivi sul bordo rinforzato del cupolino e deve successivamente dimostrare di essere molto versato nelle fughe a piedi, per le quali si fa olimpicamente vanto di un notevole 9″81 sui 100 metri piani.
3-L’Organizzato - Pensa di essere Keanu Reeves in Matrix… non sorride mai, basta guardarlo mentre passa per capire perchè è lì e cosa sta guardando da dietro le sue lenti scure… il suo spolverino in cuoio nero ha 12 doppi fondi nei quali nasconde una intera ferramenta con strumenti da taglio quali frese, mole diamantate, cesoie al corindone ed ogni sorta di spadino per violare i blocchetti di accensione più riottosi. Nella parte bassa dell’indumento, lontano da scossoni, conserva addirittura una fiala di azoto liquido con i cui -273 °C riesce ad aver ragione delle serrature dei bloccadischi più impenetrabili. Il suo record di effrazione è 7″03, mai più eguagliato per rottura delle costole da parte del padrone del mezzo da record, un noto karateka assai poco trattabile. Il suo unico punto debole è la necessità di guardarsi riflesso nello specchietto retrovisore mentre compie il furto, la qual cosa lo rende immediatamente riconoscibile alle forze dell’ordine, se gli va bene. Dal sopracitato padrone della moto, se per lui non è una gran giornata…
4- L’azzardone – Mica lo fa per soldi, LUI… nel suo ambiente, anzi, si fa gran vanto di essere stato proprio lui ad avviare il “mercato del ricambi” parallelo, e che se non ci fosse lui in circolazione il mercato dei ricambi sarebbe fortemente ridimensionato. E’ un megalomane, non utilizza alcun strumento di effrazione perchè raggiunge il piacere fisico quando riesce a “soffiare” la moto nel momento in cui il suo pilota è fermo al semaforo con almeno un migliaio di persone molto nervose intorno… il rischio lo esalta, e la folla che lo guarda minacciosa è il suo vero premio. Il fatto di ricavare un sacco di soldi “rivendendo al trancio” i pezzi delle motociclette che ruba è per lui un fattore secondario, ed il suo punto debole è proprio l’edonismo che lo porta a commettere i furti apparendo improvvisamente dinanzi ai proprietari delle moto che concupisce indossando fantasiosi ed elaborati costumi atti ad incutere timore e soggezione nei malcapitati che finiscono nel suo mirino… comunque sia, nella sua contorta mente il furto è solo una piccola parte di un lavoro molto più grande e nobile che porta avanti per guadagnare il suo meritato posto nella storia… come recluso a San Vittore, con ogni probabilità.
5- L’Affamato – Lui, invece, lo fa esclusivamente per i soldi… il più delle volte si rende conto di non essere in grado di rubare la motocicletta che ha adocchiato perchè la sua attrezzatura non va oltre un paio di giravite precedentemente rubati in ferramenta, pertanto si limita a smontare tutto ciò che è in grado di rimuovere e portarsi via il frutto del suo furto quotidiano nella borsa o sotto il paltò. La costante paura di essere scoperto e malmenato mentre smonta un fanale posteriore o una coppia di specchietti Rizoma lo porta a fare spesso danni da eccessiva fretta o, peggio, a perdere viti e bulloni preziosi per i suoi possibili incauti acquirenti. Se ne evince pertanto che gli Affamati sono la categoria di ladri più pericolosa in quanto, se la statistica rassicura sull’elevatissima fallibilità dei loro “colpi”, dall’altra conferma ineluttabilmente che dove passano loro, subito dopo passa con inquietante sistematicità il carrozziere… Il sospetto di complicità tra queste categorie non è ovviamente provabile, ma è pertinente.
Ci sono anche quelli che passano con il furgone, e “ritirano” moto e scooters appetibili direttamente sui marciapiedi, altri che preferiscono “prelevare” la moto nel garage poichè in esso si trovano sempre accessori che fanno “quadrare il bilancio”, ed altri ancora che sollevano e scappano portandosi appresso la moto, sempre che quel popò di ferraglia non gli faccia venire una bell’ernia…
Potrei continuare, ma ritengo sia inutile.
In qualsivoglia caso sopra citato voi possiate ritrovarvi… ok all’assicurazione ed ok alla kasko accessoria, ma ricordate… i ladri sono lì fuori.
Cercate di rendergli almeno la vita difficile! Usate il blocca sterzo ed un buon bloccadisco, attivate l’allarme se lo avete installato a bordo della moto o nel garage che la ospita, e soprattutto non parcheggiate la vostra bella in aree troppo isolate con sopra un bel cartello “ciao, prendimi” .
L’occasione, si sà, fa l’uomo ladro. :)