…Cavolo, non lo sapevo…
…potete anche ridermi alle spalle!
Sapevo dell’esistenza dei simulatori o, secondo la locale definizione, dei “camafri”, ovvero coloro che pur non sapendo cantare o suonare venivano pagati per muovere le labbra o fingere di poggiar le labbra sui bocchini di trombe ed oboe senza saper suonare, così come una antica tradizione chiama i “piangenti” a corroborare il pathos in un funerale poco movimentato e lacrimogeno, tuttavia confesso di esser letteralmente caduto dalle nuvole nell’atto di apprendere dell’esistenza di una nuova categoria di simulatori: i “POSER”.
Superato il primo attimo di smarrimento, e temendo per assonanza che si trattasse di un oscuro gruppo di consumatori di quelle fregnacce di audio-stupefacenze che andavano tanto di moda tra i teenagers la scorsa estate, mi son premurato di capire di chi o cosa potesse trattarsi e, sorpresa delle sorprese, ho scoperto che una delle più alte concentrazione di “posers” è proprio tra I MOTOCICLISTI !
Già… parliamo proprio di quelle persone che non appartengono a un certo movimento, idea o abito culturale, ma più che altro fingono di esserne parte integrante, per esempio vestendosi semplicemente secondo i canoni dati da quel movimento senza conoscerlo realmente, al mero fine di assumerne l’identità sociale, qualsiasi essa sia.
E’ stata una autentica rivelazione…
Ho quindi scoperto che il Moto-Poser è null’altro che la moderna reincarnazione di un personaggio molto ben noto e disprezzato: il “Fasullo“, ovvero il finto pistaiolo, il finto biker, il finto endurista, e via discorrendo…
L’atteggiamento del Moto-Poser (d’ora in avanti lo chiamerò così), è di solito riconoscibilissimo, apparendo quasi sempre come una comica estremizzazione degli aspetti più caratteristici e comunitariamente condivisi del brand motociclistico a cui desidera aderire ma, a causa degli eccessi in cui si produce sia a livello di abbigliamento che di personalizzazione tronfia ed inelegante del proprio mezzo, viene spesso tenuto a debita distanza da coloro che condividono una genuina predilezione per il brand. Ad esempio…
I Biemmevuisti “DOC” ne sopportano a malapena la presenza tollerata solo perchè, a causa degli elevatissimi costi di acquisto delle moto di loro elezione, rigorosamente al top di gamma, i ”Moto-Posers” garantiscono alla Casa Madre grandi proventi.
Gli Harleysti “Duri” li guardano dall’alto in basso, dopo aver appurato che la rutilante Dyna con cui si accompagnano all’ingresso del motoclub ha da circa un anno sempre i soliti 153 km percorsi sull’odometro, ma li tollerano solo per le congrue quantità di birra offertegli durante i raduni.
I Triumphisti “Puri” li irridono per la protervia con cui insistono nell’affermare di essere musicalmente a conoscenza delle formazioni di tutte le band inglesi dal 1964 ad oggi, e soprattutto per la demenziale tendenza ad usare lo scooteronistico casco “MomoDesign” pur guidando una sciccosissima T100.
I Jap “Vintage” toccano proprio il fondo ridicolizzandoli a furor di popolo, infierendo apertamente sul fatto che non ci si può presentare ad un raduno di V-Max “Eighty” guidando uno scaldabagno T-Max e cercando di far credere agli incavolati astanti che forse aveva male interpretato la locandina della manifestazione.
Una vita dura, quella del Moto-Poser… ma in fondo forse se la va proprio cercando visto che, quale che sia il brand da lui preso a modello di riferimento, non perde occasione per gettarvi pesante ludibrio presentandosi sempre e comunque con un improbabile ed appariscente abbigliamento, agghindato in modo assolutamente non consono e dimostrando ogni volta che apre bocca di non avere alcuna infarinatura, nemmeno la più sommaria, delle fonti culturali, musicali, storiche e filosofiche del brand stesso che, anzi, viene da lui considerato alla stregua di un abitino stagionale da sfruttare e poi buttar via non appena la temperatura torni al di sotto del 25°C, soglia limite che segna la sparizione sistematica di tutti i Fasulli ed i Moto-Poser dalle strade e soprattutto dai bar, loro luogo aperitivo-riproduttivo d’elezione.
Con tutti i loro innumerevoli difetti, anche i Moto-Poser in fondo svolgono una funzione sociale fornendo a tutti coloro che vogliono mantenersi sulla retta via un preciso punto di riferimento negativo da cui tenersi ben lontani… sono in effetti da considerare come “individui senza individualità”, patologicamente incapaci di sentirsi indipendenti e sviluppare un proprio stile personale, non sapendo cosa possa dar loro piacere: la loro unica finalità è lo scimmiottare ciò che i grandi media propalano come bello e socialmente accetto… ma almeno un lato positivo lo hanno anche loro: Si stancano abbastanza frequentemente di recitare le loro parti ed a fine estate normalmente vendono le loro moto, spesso a chi le sa amare per quelle che in realtà sono: creature dell’emozione.
P.S. …qualcuno ha mica visto dove ho lasciato il mio casco Momo?