Work in Progress… ;)

vicodin Non ho resistito…

Avevo una mezza ideuzza di alzare ed alleggerire il retrotreno (Vedasi “Il Vampirone”).
Tutto lì… era giusto un vezzo, più estetico che funzionale, con il benefit di migliorare anche il comfort di marcia vista la scarsa qualità degli ammortizzatori posteriori di primo equipaggiamento, accidenti alle economie di scala!

Beh, c’è stato un cambiamento di priorità!

Dopo un divertente giretto lungo le amene stradine montane che conducono verso Passo San Leonardo, percorse peraltro ad andatura decisamente allegra, mi sono accorto non solo della totale inefficienza degli ammortizzatori posteriori, ma anche dell’eccessivo impegno psico-fisico necessario per tenere in strada lo Speedmaster.

Con l’innalzamento progressivo della temperatura il percorrere una curva “in appoggio” era divenuto troppo impegnativo, perchè significava incorrere sistematicamente nell’eccessivo schiacciamento degli ammortizzatori che senza beneficiare di alcun freno idraulico “palleggiavano” disinvoltamente fino al fondo corsa costringendomi ad interrompere l’azione a metà curva ed inventarmi qualcosa al volo per chiudere la traiettoria senza finire “per fratte“, come si usa dire qu’ nel circondario.

Mi sono pertanto ripromesso di porre subito rimedio a queste problematiche caratteriali della moto e dopo un ampio giro di ricerche online ho trovato una coppia di ammortizzatori Gazi atta alla bisogna…  Bè, detto fatto, due telefonate, due e-mail ed ecco arrivare il paccozzo croccante!  :D

Certo, il dover aspettare il termine della giornata per procedere all’installazione è una sofferenza titanica, ma seppur lenta e pesante essa passa, inesorabilmente… ed eccomi finalmente in officina, pacco in mano, mentre lascio raffreddare per qualche minuto  il motone!

Poggio il bastone sul tavolo, isso il Vampirone sul sollevatore fino a scaricare gli ammortizzatori del tutto, poi con circospezione sblocco le viti di serraggio e rimuovo gli ammortizzatori… bestia!  Solo uno degli ammortizzatori originali pesa molto più della coppia di Gazi, e si capisce il perchè… ferraccio grezzo contro seriche fusioni di alluminio, boccole rifinitissime contro ghiere ricavate da tondino metallico generico: la differenza si vede e si sente, diavolo!

Due colpetti col martello gommato sugli occhielli, ed ecco gli ammortizzatori in posizione di lavoro!

Ammo_01

Urca, centimetro alla mano direi che il retrotreno è altissimo, sicuramente salito oltre  i 35mm, e ce ne sono almeno altri 20 disponibili giocando con l’interasse regolabile.  Altro che low rider, di questo passo sarà come avere trapiantato il culetto di una Daytona!  ;)

Goccino di frenafiletto blu sulle viti di serraggio, chiave dinamometrica settata a 28 Nm ed opllà… tutto fatto!
Abbasso con circospezione il sollevatore, e già appare la prima differenza: non scende, e meno male che il precarico è ancora regolato al minimo!

Ammo_02
Mi accomodo in sella,  c’è un certo frinire di molle contro i coperchi cromati antipolvere ma non dispiace affatto, anzi, fa molto anni ‘50…  La posizione di guida è del tutto cambiata, la sella porta il corpo molto avanti e le stesse pedane avanzate sembrano adesso molto più vicine.  Non resisto oltre, prendo il casco ed apro il cancello del garage… orpo, la moto sembra più leggera di almeno una trentina di chili, e lo sterzo… addirittura sterza!  ;)

Avvio il motore, monto in sella e qualora mi fosse rimasto un residuo dubbio sull’entità di innalzamento del tetrotreno, esso viene sedato e rimosso dal riflesso degli specchi retrovisori che guardano senza ritegno l’azzurra vastità del cielo… infilo la prima, lascio la frizione e già così sembra di non avere alcuna reazione dal retrotreno… la moto avanza senza che la coppia possa schiacciare  il posteriore al suolo, e la curva di immissione viene fatta in modo così repentino da non farmi rimpianger troppo la manovrabilità del vecchio GSR.

Con un filo di saliva che fuoriesce dall’angolo della bocca imbocco il mio Road Test, un percorso composto di misto strettissimo, curve in appoggio, un paio di rettilinei dove c’è sempre il rischio di trovare qualche solerte tutore dell’ordine con un velox atto a difendere talpe e scoiattoli dal mio passaggio eccessivamente veloce, ed una volta riuscito dietro un ameno paesino dell’interno mi trovo a pensare che ho fatto il miglior acquisto dell’anno… accosto, tiro fuori dal marsupio la chiave a settore e comincio a precaricare le molle.

Ammo_05

Inutile dire che visto il tono della molla bastano tre o quattro giri della ghiera per mandare l’assetto quasi a battuta sul fondo corsa superiore, quindi lascio un centimetro abbondante e mi fermo così, blocco con la chiave a settore la ghiera di serraggio e riprendo il mio giretto di collaudo.

C’è dell’incredibile… posta sotto un peso non più soggetto a repentine variazioni di assetto, la gomma finalmente può essere amministrata nella traiettoria! Posso nuovamente permettermi di fare curve anche veloci in appoggio senza dover smuovere la solita coorte angelica per rimanere in strada!… yessss!

Rientro a piccolo trotto a casa, pago della sensazione di guida e sempre più convinto di aver acquistato un buon prodotto. Seguiranno molti altri giri, decisamente più lunghi ed impegnativi, per completare i test dinamici e tracciare un quadro completo di questi ammortizzatori posteriori.

Ovviamente seguiranno debiti aggiornamenti. Per il momento, invece, vi dico… “Acquisto Consigliato!!!  ;D

Ciao!!!

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