Un sospiro, ed un sorriso. ;)
E’ così ogni sabato mattina.
Ti rigiri nel letto, in questi climi teporosi che invitano a trattenersi rubando cinque minuti in più alla sveglia impietosa, magari per sollazzarsi un pò con la tua signora che ti titilla da un paio di ore cercando di risvegliarti dal coma a forza di pizzicotti, ma non c’è niente da fare.
Attività cerebrale azzerata, anche gli ormoni sono impotenti contro questo collasso su larga scala per cui non sembra esserci cura, quando all’improvviso…. “TA-KLANG!”
L’occhio sinistro si apre all’improvviso, litri di adrenalina vengono pompati dalle surrenali lungo i vasi sanguigni ed un filo di sudore ghiacciato rivola lungo la fronte.
Lentamente i neuroni si riaccendono in sequenza per ripristinare la capacità di sintesi, e la memoria a breve termine richiama il suono appena udito… un cavalletto da moto!
La tua signora s’è quasi convinta di essere riuscita nel suo intento, e già pregustando la copula mattutina si avvicina con fare sinuoso quando con abile mossa schivi l’abbranca e salti sul bordo del letto in puro stile Fosbury atterrando vicino alla porta.
Colta di sprovvista la meschina tenta senza successo una presa acrobatica a mezz’aria solo per vederti svanire, piroettando sugli alluci, dietro la porta del bagno… anche stamattina è andata male, maledetta moto!
Riesci da lì dentro lavato, sbarbato, azzimato e profumato oltre il consentito di Tabacco d’Harar (l’unico aroma che a tuo dire resista ad un giro in moto), metti mano alle mutande “comode”, indossi i jeans “tirati”, la rituale t-shirt griffata Triumph e via, a far colazione!
Inutile dire che nel frattempo la tua signora è rimasta a letto e ti guarda inebetita zompettare freneticamente mentre indossi i jeans e ti catapulti lungo la scalinata indossando le scarpe tra un gradino e l’altro, ma la tua attenzione è concentrata su tutt’altro… uno sbuffo, un gesto con la mano inequivocabile che tu con ogni probabilità nemmeno hai visto, e si rituffa sotto le coltri a ronfare, con un sorrisetto di compiacimento frammisto a torpore sensuale.
La prossima volta non sfuggirà…
Un istante di dubbio, un filo di complesso di colpa frammischiato all’incertezza dell’aver udito il suono o averlo solo sognato, il rumore di masticazione del biscottino che ti confonde i sensi, ed ecco il tonfo greve dei cuscinetti a sfere del cancello scorrevole ti dà la conferma… Inizia il rituale giretto in moto del sabato mattina!
Il tempo è prezioso, ripulisci sommariamente la giubba dalle briciole dei biscotti e… cavoli! Chiazzona di marmellata di mirtilli! Meno male che è sulla zona di finitura scura, almeno si vedrà poco…
Apri il basculante, un fiotto di sole penetra all’interno ed il cancello scorrevole si apre soavemente con un ben lubrificato sospiro di piacere.
Oplà, giù il lifter, una bella spinta e lentamente la moto inizia a muoversi lungo il piano inclinato in cotto fiorentino… devi ricordarti di coltivare un pò di più i bicipiti, bello, sennò qualche giorni di questi ti beccherai uno strappo!
Dall’altro lato dello stabile orecchie altrettanto sensibili percepiscono il frinire delle sospensioni della tua moto che si accuccia, mentre il resto del corpo ad esse attaccato si appresta ad avviare il motore in una silente, rituale gara a distanza alla ricerca della toppa del blocchetto di accensione con una chiave che puntualmente sparisce o si infila nel posto meno raggiungibile del garage.
Parallelamente, la gentile consorte del tuo compagno di sella si appresta a far colazione… il pargoletto con l’occhio assonnato le chiede perchè papà li lascia sempre soli sabato mattina e lei, con un sospiro di pathos e di sensualità risponde che queste sono cose da uomini e che tra qualche anno anche lui capirà.
Giù in strada, entrambi contano a distanza i battiti del motore dell’altro per appurare quanto tempo ancora occorra per regolarizzare il regime del minimo, e la attenta disamina di guanti e casco è un prezioso aiuto per trascorrere questi secondi che sembrano non passare mai.
Le moto si muovono e si affiancano, una stretta di mano vigorosa, i pugni che si toccano, uno sguardo di sorridente assenso riluce da sotto le visiere e lentamente entrambi si allontanano lungo la via, anelando chilometri di guida e forti emozioni che sono una moto può garantire loro.
Sui balconi, le due donne si affacciano ed un refolo di aria mattutina le ravviva… si guardano e si salutano, scambiano un gesto che tra loro vale più di mille parole poi entrambe, sognanti, guardano i loro uomini sparire lontano, in fondo alla strada.
Un sospiro, e come ogni volta realizzano che non desidererebbero averne di diversi da loro…
Uomini con lo sguardo di bambino, cavalieri con una rosa in mano, omaccioni che si commuovono davanti ad un film e che si sciolgono quando telefonano alla mammina lontana, che si beano del raggio di sole che si infrange su una cromatura, che arrestano la loro corsa per lasciar strada ad uno scoiattolo lungo una stradina montana e che soffrono se un loro amico si è fatto male, che cercano il loro abbraccio quando tornano a casa e ti inebriano con quell’aroma fatto di aria e di strada.
Un sospiro, ed un sorriso.