…E’ la moto che cambia…

Freud-1 … Ci riflettevo su qualche giorno fa, in garage…

Stavo finendo di lustrare a dovere il mio motone nero e, stante l’occasione dell’avere la moto parcheggiata sul lifter, mi son preso la briga di rimuovere gli specchietti “topolino” per montare i bar-end Oberon.
Grazie al sistema di fissaggio plug-and-play ad espansione modificato da me, effettuare la sostituzione è naturalmente questione di pochi istanti il che mi lascia parecchio tempo per riflettere su ciò che sto facendo, infilandomi quindi nel consueto ginepraio socio-filosofico sugli accessori e sulle personalizzazioni (vedi “La cambio o la personalizzo?”, dispensa “Picconate”).

Deve essere uno strano recesso mentale, quello che entra in azione quando ci si stanca del look della propria moto… è comunque qualcosa di avulso all’impulso di cambiare la moto e decisamente più subdolo… è più assiemabile alla pulsione che spinge alcuni individui a chiedere alla propria compagna di indossare il taluno o il talaltro indumento, che normalmente si accompagna ad una sindrome di tipo ossessivo-compulsivo che trova quale unico elemento satisfatorio l’effettuare acquisti di accessori su Internet.

In fondo anch’io ho fatto così… prima il parabrezzino figo, poi gli specchi barend, poi gli ammortizzatori, poi i manubri e poi chissà cosa diavolo d’altro.

E’ proprio uno strano gioco quello che facciamo tutti noi che raggiungiamo il piacere consumando con il polish le vernici delle nostre moto… ad un certo punto iniziamo a mettere e levare accessori per il semplice piacere di farlo, e poi di vedere “come ci sta” fregandoci le mani per la soddisfazione.
Costosetto, ma almeno è un hobby abbastanza sano ed è giustificato dallo sguardo attonito dei compari al bar quando poggiano gli occhi sul nuovo accessorio, ma magari anche sui vecchi che vengono “turnati” ad ogni occasione, dando così l’idea di una moto in costante mutamento.

A mio modesto parere, questa sarebbe la “moto ideale!

Te la componi come vuoi, a seconda della cravatta che indosserai o del paio di occhiali del giorno… metto i bar-end o i topolino? Assetto alto o low rider? Parabrezza o nuda? borsa da sella o no? ecco, questo potrebbe essere il leit-motiv motociclistico per il 2010!

Una moto “alla carta” buona per ogni look, con una base stilistica ben definita ma in grado di soddisfare anche il più irriducibile edonista con un semplice plug-and-play di accessori ed allestimenti, con cui poter andare sia a teatro con il cappotto di cachemere che al bar con la giubba in cuoio…

Mmmm, devo smetterla con queste riflessioni! Sono già ben oltre il limite della violenza progettuale verso questa povera motocicletta, e la sola cosa che mi mantiene ancora sano di mente è la consapevolezza che non arriverò mai a montare una monosacca sul lato sinistro della sella o altre porcherie del tipo specchi con gli steli sagomati come procaci donzelle tettute… ho ancora ben chiaro il concetto che quel che si monta sulla moto deve essere ben bilanciato, magari anche a costo di non essere stilisticamente coerente, ma le linee essenziali della moto devono comunque essere fatte salve, non fosse altro che per riuscire ancora a riconoscere la tua moto quando la lasci in un parcheggio un pò troppo affollato…

Battute a parte, sono convinto che essendo la moto un mezzo di trasporto individuale per definizione, essa sia intrinsecamente prona alla personalizzazione, più o meno spinta che sia.
Personalmente trovo piacere e soddisfazione nello scegliere un accessorio sul catalogo cartaceo o su di un sito web, e l’attesa dopo aver inviato l’ordine è qualcosa di difficilmente inquadrabile, a metà tra un malcelato senso di colpa per aver speso un sacco di soldi solo per soddisfare il tuo ego ed una piacevole attesa di qualcosa di bello e satisfatorio.

Acquistare un accessorio è in fondo assai di rado frutto di qualche sorta di necessità, ma lo è più frequentemente di un bisogno viscerale.
E’ sicuramente qualcosa in più del semplice affermare il proprio potere di acquisto o esteriorizzare il proprio gusto in materia di moto, è la materializzazione del desiderio infantile di veder trasformare il proprio giocattolo preferito in qualcosa di sempre nuovo e piacevole, è il sottile piacere di sedersi in sella e percepire il cambiamento nelle sensazioni di guida, nel capire quanto la moto sia cambiata e, al contempo, assaporare la consapevolezza che puoi con un solo colpo di chiave inglese riportare tutto al suo stato originale.

E’ una sensazione ultrapiacevole che solo chi si dà da fare con attrezzi e cataloghi apprezza a pieno, e che giustifica le spese e le lunghe nottate spese in garage ricompensandole con il colpo d’occhio che riempie il tuo sguardo un pò lascivo e carezzevole, e con il lucore di malcelata soddisfazione provata quando il tuo compare dice “uelà, bellino questo!”

Sì, perchè sotto sotto questo passatempo fornisce il passepartout per aprire la porta al nostro ego ed esternarlo in forma creativa e del tutto personale.
Per questo motivo non capirò mai del tutto coloro che si fanno montare gli accessori dal concessionario o dal meccanico di fiducia… compatibilmente con le loro capacità di bricolage, ritengo che così facendo si privino della parte più divertente e satisfatoria della personalizzazione delle moto.

Eppoi, scusa… se non te la personalizzi un pò, come fai a dire “questa è la MIA moto” ? ;)

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