…Ok, d’accordo, è uno sfizio!
Ero partito con questa idea, anzi, veramente nemmeno con quella…
Mi trovavo in un noto ipermarket della zona facendo un pò di spesine con la mia dolce mogliettina, e dopo aver glissato con grazia tutti gli scaffali di articoli informatici trincerandomi dietro la patetica scusa del “non mi serve niente, ho già tutto quel che mi occorre” mi stavo concentrando nella recensione della migliore carta igienica profumata, quando lei mi ricorda con fare innocente “guarda che oggi c’è una promozione del 20% di sconto sugli articoli non alimentari… la brucio sui 40 kg di carta igienica o devi acquistare qualcosa per cui valga la pena di usare il buono?”
Lì per lì mi son ripetuto con l’insistenza di un mantra la sopracitata scusa per sfuggire ad eventuali tentazioni, ma proprio lei mi ha fatto notare che il 20% di risparmio su pochi euro è quel che è, e che in fondo era un pezzo che stavo ronzando intorno agli stand dei netbook.
Già, i netbook…
Ovviamente il LED di “acquisto imminente” s’era già acceso da un pezzo nonostante cercassi di togliermelo dal campo ottico, e per mediare con questa pulsione mi sono imposto di terminare l’incetta di articoli di spesuccia ordinaria sperando che nel frattempo il LED, annoiato dall’attesa, si spegnesse.
Nulla da fare.
Nonostante fossi saltato ripetutamente e con leggiadrìa dal bancone dei panificati a quello degli articoli dolciari passando non senza voluttà davanti all’espositore dell’intimo femminile, il maledetto LED restava sempre ben acceso… mi rimaneva solo una cosa da tentare per sfuggire alla morsa dell’acquisto: snervarmi con la fila chilometrica dei clienti appollaiati nella zona informatica.
Prendo dal turn-o-matic il mio bravo numerello e con gioia apprendo che c’è una pletora di clienti da servire prima di me, pertanto mi rilasso un pò e con nonchalance addirittura elargisco consigli amichevoli a tutti coloro che stanno sbavando sulle teche in plexiglass al di sotto delle quali i netbooks occhieggiano voluttuosamente, erudendoli sulle performances del processore, sulla durata teorica delle batterie e sulla dotazione tecnica.
E’ una sorta di gestalt, una esteriorizzazione delle mie pulsioni che, come è a me ben noto, affievolisce non poco la luminosità dello stramaledetto LED di acquisto imminente…
A rovinare i miei piani di auto-snervamento, sfortunatamente, il destino ha posto prima di me molte persone assai poco pazienti che dopo alcuni minuti di attesa rinunciano, lasciando numerosi posti liberi… il display del turn-o-matic gira impietoso, e dopo pochi secondi il “BEEP” segnala l’uscita del mio numero.
Mi nascondo lesto dietro uno stand di gruppi di continuità sperando che la commessa passi oltre, ma improvvisamente la mia dolce metà, ben conoscendo i miei trucchi per evitare gli acquisti, mi strappona con forza lanciandomi letteralmente sul banco dove la commessa, strappandomi lesta di mano il numerello, esordisce ammiccante con la solita, temibile frase: “Allora, cosa desidera?”
Il distacco è totale…mi vedo lontano due metri mentre con fare garrulo chiedo alla sorridente commessa se mi fa vedere qualche modello di netbook mentre cerco di fermarmi o almeno di gridare “ehi, non darmi retta, non sono io quello che ti sta parlando!”, ma non sortisco alcun effetto.
Mi vedo estrarre la carta di credito dal wallet ed effettuare la transazione, e finalmente il dannato LED si spegne.
Torno in me giusto in tempo per sentirmi dire dalla ammiccante commessa “ottimo acquisto!”, e per ritrovarmi in mano lo scatolo del gingillo.
Ok, l’accesso psicotico è terminato, non provo nemmeno complessi di colpa per l’acquisto e questo è male perchè senza un minimo di senso di colpa non c’è soddisfazione… riprendo il carrello e, sottobraccio a mia moglie, trotterello via con il solito ghigno di soddisfazione decerebrata che mi si stampa in volto quando mi concedo uno sfizio.
Tornato a casa apro lo scatolo con un filo di sospetto… ’sti apparecchi di ultima generazione pesano così poco che c’è sempre il sospetto che il box sia vuoto, ma invece eccolo quì!
Piccolo, leggero, snello e con due chili di layers protettivi addosso… sembra “La Mummia III – La Formattazione”!
Monto la batteria, lascio il tutto in carica per una decina di minuti e premo il tasto ON… beh, beh… promette bene! Il video è decisamente brillante, l’avvio è rapido ed anche l’edizione di XP Home non sembra particolarmente”pasticciata”…
Bene, se il buongiorno si vede dal mattino direi che non mi separerò più da questo gingillo… Già sento che ne diventerò dipendente!
Cerco freneticamente una pochette atta a contenere il netbook durante i trasporti nella mia borsa da moto, e spulciando nella mia ampia collezione reperisco tanti di quei borsini perfettamente “fit-on” che improvvisamente ho la netta sensazione che l’acquisto di questo netbook fosse evidentemente già scritto da tempo negli astri informatici.
La prima riflessione dopo circa una mezz’ora di satisfatorio uso è stata: “ma allora perchè continuano a tirar fuori portatili sembre più grandi e potenti che gli occorrono batterie come quella all’idrogeno di Terminator solo per fare il boot?”
Alla fin fine, con un netbook fai praticamente tutto quel che normalmente fai con un notebook ed anche di un PC desktop, a parte visualizzare film in Full-HD per ovvi limiti logistici e di monitor… in ogni caso ufficio, multimedia ed archiviazione su USB divengono eventi rapidi, disponibili e immediatamente trasferibili sul web grazie ad una interfaccia WiFi che fino ad un anno fa sembrava roba da fantascienza.
Vedendo i modesti volumi di vendita relativi a questi articoli, mi vien da supporre che questi netbook siano macchine che non sono state “capite” fino in fondo dal mercato, pur essendo capaci di offrire un servizio di prim’ordine ai loro utenti.
Sarà probabilmente anche per questo motivo che i primi, essenzialissimi netbook con disco fisso solid-state e Linux sono rapidamente evoluti per divenire quanto più possibile simili ad un convenzionale notebook così da risultare appetibili anche per quel bacino di utenza che si aspetta un pò di “sostanza” dal suo PC ultra-portatile.
In ogni caso, a mio modesto parere, “in medio stat virtus”:
Dieci pollici di diagonale video sono a mio parere il limite oltre il quale si dovrebbe considerare molto positivamente l’acquisto di un notebook invece di un netbook.
Considerando l’impagabile vantaggio di poterlo ancora facilmente trasportare in una borsetta superando comunque il limite invalicabile dei palmari di non avere una tastiera degna di tal nome su cui poter esercitare attività di ufficio, questa soluzione “ibrida” a metà tra un palmare ed un notebook mi appare come l’unico possibile futuro dell’informatica portatile.
Per male che vada, il mercato del netbook potrà sempre contare su tutti coloro che soffrono di crisi di astinenza da chat…
…Perchè porsi un limite?




Non ho resistito…


Magari fossero loro, il problema!
Ugh… sapevo che sarebbe stata solo questione di tempo.
…i recenti avvenimenti? Nulla di nuovo, sotto il sole dell’Anima!
Il Brand… ovvero, “a me mi piasce”…
