… ok, non è Capo Nord e nemmeno i Castelli della Loira…
…Ma come dico io, basta mettere assieme qualche amico ed anche la strada più noiosa diventa all’istante fonte di divertimento e sollazzo!
La mia nota refrattarietà ai motogiri organizzati ed alle grandi kermesse dei vari motoclub fa sì che sempre più spesso io mi accompagni a gruppetti di pochissimi bikers con tanta voglia di stare per strada senza dover pensare al bilancio sociale o a fregnacce immani del tipo “colore delle magliette sociali” o “che ci mettiamo sulle patch”!..
No, preferisco di gran lunga il classico giretto senza programma, quello che “ci si incontra la mattina alla solita piazzetta”, si guarda la cartina e si parte… Bene, stavolta la freccetta lanciata sulla cartina è andata a finire sul Lago di Bomba.
E’ un giretto breve, poco più di 150 km tra andata e ritorno, più i vari “tappini” e digressioni locali tra caffè, panino e sollazzi vari… il percorso merita però attenzione visto che le ultime decine di km di tragitto sono a dir poco tortuose e le strade sono un esempio parlante di una gestione delle superfici asfaltate risalente ad inizio dello scorso secolo.
Va detto ad onor di vero che seppur abbastanza dissestato, lo stato complessivo degli asfalti è messo molto meglio di altre strade di grande percorrenza nella medesima zona, pertanto credetemi sulla parole se vi dico che chi si contenta gode!
Non so se per voi è lo stesso, ma il momento della partenza dopo essersi riuniti nel posto prefissato è per me sempre una specie di atto mistico, quasi cavalleresco… si sale in sella, ci si calza il casco in testa ognuno con la sua specifica tecnica e gestualità, si infilano con circospezione i guanti facendo sempre attenzione che non disturbino i movimenti facendo flessioni e simulazioni sulle leve di freno e frizione, alla fine un breve sguardo di assenso collettivo da dietro gli occhiali e finalmente si accendono i motori.
Muoversi in gruppo è sempre qualcosa di entusiasmante, a condizione che ci sia una certa sintonia di vedute e di intenti tra i partecipanti… in questo caso direi che il gruppetto è piuttosto ben rodato, e che per confermare la tradizione, “tre è il numero perfetto”.
E’ ancora presto, passiamo speditamente lungo la Nazionale Sud verso Ortona e, nonostante la presenza di un venticello alquanto fresco per la stagione, le spiagge appaiono già totalmente occupate da ombrelloni e sdraio, tanto che dobbiamo ridurre la velocità considerevolmente a causa della riduzione delle corsie dovuta all’ enorme numero di veicoli parcheggiati sui lati delle strade.
Una volta liberatici da questa stringente morsa, la strada si riapre e ci lascia liberi di goderci quel che di meglio un bel giretto in moto riserva a chi sa apprezzare questi piaceri: Il vento sul volto, gli abiti che scrollano sulle braccia e sul petto e l’impagabile sensazione di libertà che mi fa sempre canticchiare tra me e me “Born to be Wild” degli Steppenwolf.
Lasciata la Nazionale Adriatica Sud poco dopo Fossacesia puntiamo decisamente verso l’interno e, complice la totale assenza di traffico, diamo un pò di briglia ai nostri cavallini… senza eccedere e senza incorrere nei numerosi autovelox dissimulati un pò ovunque lungo quell’ampio tratto stradale, ma in ogni caso più che a sufficienza per divertirsi e far rombare un pò con allegria i nostri scarichi.
E’ un bel sound, quello di tre moto che viaggiano a pochi metri di distanza quasi al medesimo numero di giri… c’è una sorta di pulsazione dovuta al battimento acustico di frequenze basse e molto simili tra loro che, a volte, mi ricorda il possente suono di un organo da chiesa e mi dà una carica di adrenalina che usualmente impiego diverse ore per smaltire, ed il cui più immediato effetto è l’acuire la mia percezione dell’essere lì, su strada, in quel momento con alcuni amici, perfettamente in formazione e tutti con un sorriso a trentadue denti sotto le bandane o le visiere dei caschi.
Riduciamo l’andatura e ci prepariamo all’ultimo tratto, quello “divertente”… lasciamo la superstrada per concederci un pò di curve e di tornanti nella zona compresa tra Roccascalegna e Gessopalena per poi planare, lentamente, verso Bomba.
Passando per la strada “vecchia”, oltre alle inevitabili scissure sull’asfalto che son sempre foriere di scossoni e di pesanti incertezze nella frenata nonchè nell’impostazione delle curve, in qualsiasi stagione è molto facile trovare grossi quantitativi di brecciolino strategicamente sistemati esattamente a metà curva, tanto per evitare che noialtri si possa perdere la concentrazione sulla guida.
Scendiamo rapidamente curva dopo curva finchè, lontano, ci appare il Lago… Impossibile resistere ad uno scatto fotografico, vista la circostanza e viste le numerose “strizze” che ci siam presi lungo i tornanti da poco passati a causa di alcuni troppo intraprendenti motociclisti che pensavano evidentemente di emulare Rossi, Stoner and Co…

Percorriamo a piccola andatura i rimamenti chilometri e raggiungiamo la prima delle numerose aree di stazionamento predisposte lungo il perimetro del Lago… inutile dire che è una ghiotta occasione per immortalare i nostri mezzi con uno sfondo naturale degno di nota…

… pertanto nemmeno io mi sottraggo a cotanto dovere civico, vista la splendida modella che mi trovo a dover fotografare, e mi concedo qualche scattino artistico!

Arrivati all’ingresso dell’alveo lacustre scopriamo che tutto è rimasto esattamente come lo avevano lasciato alcuni mesi fa, alla conclusione dei Giochi del Mediterraneo… addirittura lasciando in bella mostra le boe di corsia sulla superficie lacustre ed il podio con tanto di cartelli degli sponsor, che con ogni probabilità nessuno toglierà da lì per diverso tempo, per non dire mai più.

Riprendiamo le nostre moto e seguiamo il perimetro del lago fino a raggiungere una nota oasi di sollazzo e refrigerio che è il fiore all’occhiello della zona… una organizzatissima ed accogliente struttura in cui si può fare praticamente di tutto, dallo swimming in piscina al surfboarding sul lago, godendosi l’abbondante esposizione solare o ristorandosi all’interno del tipico localino intorno a cui ruota la vita sociale del luogo… posso raccomandare il caffè a tutti gli avventori, essendo davvero saporito ed assolutamente senza necessità di dover far ricorso a zucchero o affini.

Il tempo tecnico di mitragliare di scatti il circondario, fumarsi una sigarettina per chi ha ancora questo costoso viziaccio, scambiare quattro chiacchiere in santa pace e mettersi anche un pò di crema solare in testa ( indovinate chi? ) ed eccoci pronti per la rituale fotina di gruppo… :D

Bene, riprendiamo i nostri caschi ed il resto dell’attrezzatura… vista l’incipiente temperatura anch’io, noto freddoloso, soccombo al caldo e sistemo la giubba Dainese ben piegata sul codino dello Speedmaster e fissata ai ganci d’acciaio con il mio beneamato ragnaccio azzurro. Me lo porto attraverso tre motociclette, e per quanto è uscito bene ogni volta mi complimento per la longevità.
Raggiungiamo uno spiazzo degno di accogliere le nostre cavalcature e sfoghiamo i nostri bassi istinti fotografici osando l’impossibile nel tentativo di raccogliere luci e riflessi sulle cromature…

…io le mie belle soddisfazioni me le prendo, come vedete…


… ed anche i miei compagni di viaggio hanno il loro bravo daffare nel tirar fuori i migliori scatti per i loro archivi personali! Sì, una certa eterogeneità di moto è divertente perchè alla fine ognuno di noi ha la sua “guida” personalizzata, ed in base ad essa si “cuce” la moto addosso.
Inutile dirvi che cinque minuti dopo questi ultimi scatti, i cellulari hanno iniziato a suonare furiosamente per reclamare le nostre presenze nelle rispettive magioni, pertanto il giretto al Lago di Bomba è praticamente finito quì… un rapido raggiungere il più vicino casello autostradale, prendere il ticket di ingresso e poi via, a visiera abbassata per pelare i 130 orari di codice e tornare a casa prima possibile.
Anche questa piatta striscia di asfalto, comunque, mi ha riservato una piccola sorpresa… non credevo che lo Speedmaster risultasse tanto versato nella marcia autostradale.
Temevo che a quell’andatura le vibrazioni mi avrebbero sbriciolato polsi e braccia, invece grazie al nuovo manubrio e ad un più attento posizionamento delle leve di comando non ho avvertito alcun disagio tanto che, arrivati all’uscita di Pescara Ovest, ho quasi provato dispiacere per dover smettere di sentire il motore miagolare in quel moto così mellifluo…
Bilancio: Positivo, anche se con il senno di poi avremmo potuto sfruttar meglio il tempo a disposizione.
Bah, no problem… ci rifaremo la prossima volta, da qualche altra parte!
… già!








E’ così ogni sabato mattina.
… e non mi è sembrata una grande idea.
